Frasi fatte

"Io sono un’ anima rock!"

E un pò ci sono rimasto.

Sì, è vero, non ti conosco.  

Per caso ti ho incontrata e, probabilmente, non ci vedremo più.

Ma ci voglio credere. E non mi importa se la frase non è vera.

Fa ritornare indietro di dieci anni. A Rockpolitik.

Rock e lento. Ricordate?

Io non penso di essere rock. Non sò chi si possa definire rock.

Ultimamente mi hanno definito Punk. Sì, in parte ci sta, ma una parte piccola, non così importante.

Soul. Ecco, è più giusto soul. Sia lento che  veloce, con sempre appresso gli ottoni a creare Groove. 

Perchè senza quel ritmo, quello slancio, quella pacca di spontaneità propria di quella musica, non sarei io.

Non sarei spontaneo.

kon-igi:

lamortenera:

sabrinaonmymind:

tsuki-no-hikari:

gigiopix:

sovietcigarettesandstuff:

musicadigitale:

L’Orchestra Sinfonica di Barcellona ringrazia il suo pubblico con un regalo unico

Erano stati invitati per un’intervista sul loro amore per la musica, in occasione dei 70 anni dell’Orchestra Sinfonica di Barcellona, e alcuni abbonati hanno accettato di rispondere a qualche domanda.

Quello che non potevano prevedere era che, anche se il compleanno era dell’Orchestra, il regalo sarebbe stato per loro.

Due cose da fare prima di vedere questo video:

  • Abilitare i sottotitoli, se non si avviano in automatico
  • Preparare i fazzoletti

Le grandi orchestre non sono nuove alle campagne virali: l’Orchestra Filarmonica di Berlino ne aveva organizzata una bellissima con le foto degli strumenti orchestrali visti dall’interno.

Ma qui siamo a un livello successivo, direi.

Buona visione.

(Bruschette nell’occhio, porcaputtana).

Con tanto aglio. Son venuti gli occhi lucidi pure a me.

E qui in Italia licenziano i musicisti a destra e a manca per salvare il culo ad amministratori raccomandati senza cervello. Sigh

Bruschette. Bruschette everywhere.

Un pianto, signori miei.

Mi preoccuperò, quel giorno che queste cose non mi commuoveranno più…

Andrea, la ragazza, è troppo tenera! E poi, vuoi mettere sentirti dire “Non devi smettere di combattere” da un maestro che suona il tuo stesso strumento?

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U pendìn

Così, nella lingua della mia regione, viene chiamato l’ orecchino.

"Freddy, ma che un maschio parla di orecchini?"

Sì!

E in passato, in qualche post, l’ avevo promesso.

Per l’ oggetto che è.

Per le differenze che ha.

Per il significato che gli dò.

Quello a brillantino, regalato da mio fratello che puntualmente perdo per casa

Quello di cocco, rotondo, quasi invisibile dietro ai capelli neri ricci, regalatomi da una grande amica.

Quello ad anello, regalato da me a me, il più visibile di tutti, e che per questo mi chiamano “pirata”.

Quelli a forma di piuma, primo oggetto che ho fotografato, e che ho regalato a millemila persone persegnare il mio passaggio.

Quelli, tutti, appesi all’ orecchio sinistro.

In qualunque ora, in qualunque giorno, in qualunque avventura.

Come un capitano pirata con il suo fedele pappagallo.

All’ arrrembaggio!

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Capita.

Di non riuscirci più. 

Bloccato, davanti alla pagina bianca.

Peggio.Salta in mente uno spunto con intro e tutto il resto mentre stai a fare altro.

A fare altro. La uso? La scrivo? Si può usare? Suona bene?

Forse è “il pensarci sù” a frenarmi più di tutti.

Ma come posso pretendere di scrivere senza pensare?

Ecco, l’ ho detto!

Ho un problema a scrivere. Non mi sento libero, nel farlo.

Forse, perchè non scrivo più di fantasia.

Forse, perchè  non ho più la leggerezza adolescenziale.

Ma, più di tutte, perchè non scrivo di notte.

Perrchè lei, solo lei, mi aiuta veramente a scrivere.

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E pensare che corro mentre consiglio di stare fermi

E pensare che corro mentre consiglio di stare fermi

(Source: littlemissathelophobia)

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Non solo numeri 1

I quinti. I sesti,

Ma anche i decimi, i quindicesimi.

Personaggi, attori, persone.

Nei libri, nei film, nella vita.

Parliamoci chiaro. Non sono un personaggio principale.

Freddywhiskyfacile è da platea. Lì, seduto ad osservare.

E gli ammira.

Personaggi, della lunghezza di una ventina di rime

Attori, della durata di una comparsa.

E nella vita, chi con naturalezza non appare.

Loro sono il collante.

In qualunque libro, film o vita, tutto sarebbe troppo inciso senza loro.

Sono sfumature. 

E dalla platea mi alzo in piedi. E mi inchino.

Perchè è grazie a loro che il personaggio principale regge la scena.

Perchè è grazie a loro che reggo la mia vita.

Ventisette gradi alle Ventiquattro e zerosette

The allo zenzero.

Lunedì sera umido e piovoso. La provincia non aiuta a uscire.

E sono qui, che lo sorseggio.

Come Cromosomisbagliati sà, rigorosamente senza zucchero.

Pizzica, e intensamente.

E proprio per questo, te, ragazza di venti anni giusti, me lo hai regalato.

"Troppo forte per me"

Come anche a te, amica lesbica, che “Sì, ora ci ho fatto la bocca ma nel the proprio no”

Sì, pizzica. Ed è quel pizzico che tiene sveglio.

Ed  è quel pizzico che ricorda, che da presenza.

Dei the bevuti per noia, per freddo, per rompere il ghiaccio o per riprendersi da bevute esagerate.

Già, ci sei anche te, ex fidanzatina di oltre sette anni fa che troppo hai esagerato a Capodanno e ti ho fatto da badante fino alle sette del mattino.

Qui pizzica sempre. Ma fa piacere.  

Perchè non è forte.

È vita.

Buongiorno

Potrebbe essere una dote.

Immaturità, per altre persone.

L’ anarchia del ritmo.

Senza il lavoro, perdere quel unico tassello che impone ritmo ad una vita comandata solo da me e dai miei vizzi.

Per due settimane, vivere con fisso un hangover temporale.

Essere lì, svegli nelle ore più improbabili, e pensare pensare pensare.

E stare lì, ad aspettare il momento giusto.

Per dire buongiorno, buongiorno a tutti. 

E poi andare a dormire.

kon-igi:

Tromba col preservativo non interrompere gli antibiotici non mettere disinfettanti nelle ferite aperte mescola pure alcol e antiinfiammatori le donne non pisciano dalla vagina non tenere il dito sul grilletto (della pistola) le mestruazioni fanno male ma a volte no e vengono un po’ quando cazzo…

Guarda una puntata di Futurama almeno una volta settimana

341 notes 

Le note

Non ho orecchio. Non sò suonare.

Ma la musica, la cerco sempre.

La cerco nei testi, nelle frasi, negli aforismi come nei romanzi.

E scrivere, è il mio concerto “Live”.

Poi succede che ti criticano.

Su loro. Sulle virgole.

Che per mè, che suono con la scrittura, sono le mie pause.

Le pause che incidono, chiudono e racchiudono.

Il tempo è dettato da loro, e con loro scrivo.

Non sò, non saprei scrivere senza virgole.

Perchè non saprei suonare senza pause.

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