Telegrafi

Che poi è bello,vedervi gelose.

Meno bello ingelosire chi non si vuole, e lasciare indifferente l’ altra parte.

E il vostro Freddywhiskyfacile? No,non è uno che ste cose le capisce al volo!

Però è bella, la gelosia.

Gelose di te, che poco ti conosco ma un pò in testa ti hanno 

Gelose di te, che vedono malizia nei tuoi movimenti.

Gelose di te, che l’ insicurezza intrinseca non le aiuta.

E che quando non scoppia, non è eccessiva, è bella.

Bella come accendere la radio e sentire un messaggio in codice morse.

La sorpresa. Lo stupore. La sensazione di passato in questa cadenza ritmica.

"Ma ancora esiste gente che trasmette così?"

Sì. E voi, con la vostra gelosia, uguale.

Dal passato, uguale uguale fino ad oggi, ci telegrafate così.

Sta a noi, studiare il vostro codice. 

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cromosomisbagliati:

Arriva un momento in cui senti il bisogno di smettere di aggiungere zucchero al tè, di accettare le cose come stanno e imparare a berlo così com’è, amaro. All’inizio è fastidioso, ti chiedi perchè lo stai facendo, arriva a farti proprio schifo, ma con l’abitudine iniziano ad affiorare sentori di…

Che poi, una che mette lo zucchero nel the, la lascio immediatamente.

Lì, sola, seduta nel suo tavolino a due posti, con due tazze di the fumanti, una bustina di zucchero mezza aperta, i pasticcini ancora intatti.

E il conto, per due persone, da pagare.

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Il perchè non scrivo

Smartphone senza touchscreen

Mensole smurate

Quarantenni con i brufoli

Criceti nel letto.

Laureati ovunque

Caldaia in “Faults”

Molle nere in testa

Io, li adoro.

Se un qualcosa mi fa notare una ragazza, son quelli.

I capelli. Neri. Ricci.

Che poi, a pensarci bene, la mia vita ne è costellata.

E si può anche sorvolare su come, anche io, sono una pecora nera fin alle punte dei capelli.

Vi chiedo solo di credermi quando vi dico che tra ricci, c’è sintonia.

E ricordo. E imprinting.

Così, quando ieri mi hai abbracciato così forte che la mia faccia è sprofondata nei tuoi capelli neri ricci, l’ ho riconosciuto.

Quell’ odore. L’ odore dei tuoi capelli.

E non era l’ odore di un balsamo, o di uno shampoo. 

Era, semplicemente, l’ odore dei tuoi capelli.

Rimasto sempre lo stesso, invariato.

Dopo sette anni.

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Provo a guidare il futuro.

Io, se posso, calcolo.

E quando riesco, ci ragiono.

Poi, prendo la rincorsa e mi butto.

Ma non è sempre possibile.

Sì, calcoli e ragioni quanto vuoi.

Ma non hai lo spazio, anche minimo, per una rincorsa.

E non ti butti.

Perchè non esiste cadere a sasso per rompersi come un uovo.

E allora scrivo.

Non qui, non in internet, ma a te.

Che forse mi leggi, che forse no. 

Ma lo sai, ti ho già scritto, e ti ho già consegnato.

Una lettera. Quindici giorni fà.

Con scritto una domanda. Quella, domanda!

E una data, che prima non puoi aprirla.

1 Marzo 2014.

Domani.

1 note 

La maschera

Ti metti la maschera per non apparire te.

Ti metti la maschera perchè è carnevale.

Poi arrivi, ragazza bionda che ti conosco da una vita, e sfoderi la tua, di maschera.

Uguale uguale ad un film porno amatoriale che conosco.

E ne parliamo, e ci ridi, e nei sei curiosa.

Così avviene. Scrivo il tuo indirizzo email, incollo il link, e invio.

E l’ ho inviato a te, un filmato porno amatoriale.

L’ ho inviato a quella ragazza bionda che quattro anni fa veniva chiamata Janet per le sue nuove pulsazioni e in citazione del Rocky Horror.

E io, che ti conosco da molto tempo prima, mi fa strano e mi diverte al tempo stesso.

Vedere come hai cambiato.

Come hai cambiato maschera.

freddywhiskyfacile:

Ho cambiato titolo al blog. E ora vi racconto perchè

Parliamo di 14 anni fa.

Voglia di studiare zero, inverno pieno, tv accesa su Olimpiadi invernali di Salt Lake City, Short Track 1000m

L’ ho seguito in diretta, senza sapere nè chi era nè la sua storia.

Chi non la conosce, lo chiama fortunato.

Io, che ora la conosco, e puntualmente ci piango sopra, lo chiamo cuore. 

Un cuore grande così. 

 

Mi autorebloggo per chi non avesse letto l’ articolo di oggi sul “Ii Post”

http://www.ilpost.it/2014/02/20/steven-bradbury/

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Il ritorno

Domani ritorno.

Dopo tre anni. A Firenze.

Sempre per lavoro, sempre per lo stesso lavoro.

Ma ci ritorno, a Firenze.

Una due giorni intensa, con un giorno bonus, che si vedrà.

E ho voglia di ritornarci.

Non per la città. Non per delle persone.

Per il suo spirito.

Che ora, a freddo, non ve lo sò descrivere.

Ma sò, che a mezzanotte dei giorni lavorativi, Firenze è deserta.

E sarà da lì che ve lo racconterò.

O descriverò.

Il suo spirito. 

2 notes 

Le grandi imprese non si compiono da sobri.

Yamamoto Tsunetomo, Hagakure (postumo)

(Sì, questo blog sta girando dalle parti dell’ alcolismo)

183 notes 

La cosa più sfortunata e pericolosa che m’è capitata nella vita è la vita, che una vorta che nasci, giri, conosci, intrallazzi, ma dalla vita vivo nun ne esci… uno solo ce l’ha fatta, ma era raccomannato.

Alessandro Mannarino (via daruma-man)

Io direi fortunata.

Il resto, perfetto.

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