sojavanillemilch:

"You can call me Susan if it makes you happy."

Favourite Movies: Snatch.

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Un anno, e sette giorni fa.
Nato per scriverci, nato perchè di lì a poco sarei diventato realmente indipendente.
Poi si sà, cambiano le tue abitudini e un pò, ma non tutto, cambia anche con le persone. Le perse, le ritrovate, i nuovi arrivati.
Un pò così:
https://www.youtube.com/watch?v=z8bSJUy_jys

Un anno, e sette giorni fa.

Nato per scriverci, nato perchè di lì a poco sarei diventato realmente indipendente.

Poi si sà, cambiano le tue abitudini e un pò, ma non tutto, cambia anche con le persone. 

Le perse, le ritrovate, i nuovi arrivati.

Un pò così:

https://www.youtube.com/watch?v=z8bSJUy_jys

25 anni

Piccola città di provincia, Portogallo.

Piccola città di provincia, Italia.

Piccola città di provincia, Portogallo.

Piccola città di provincia, Italia.

Piccolo villaggio, Nepal.

"Vuoi vivere viaggiando?"

"Il più a lungo possibile." 

Non lasciatevi sfuggire le persone, non vivono per aspettarci.

Due possibilità. Raggiungerla, o vivere di rimorso.

E, tanto, senso di colpa.

 

2 notes 

Parlo per scrivere.

Che le distrazioni son dietro l’ angolo.

La concentrazione va, scappa, viaggia via lontano mentre me ne sto qua.

Che ci provo, a scrivere.

E che ne avrei, da scrivere.

Ma niente, scrivo male. Cancello tutto, e chiudo.

Poi ritorno, un pò mi sciolgo perchè ora, posso.

Leggere ad alta voce quello che scrivo.

Senza che nessuno mi dia del matto, senza che nessuno mi ascolti.

E mi immagino di parlare, parlarti, parlarvi, esattamente così come scrivo.

E mi incanto. A pensare che se non mi parlo, non scrivo.

Che uno pensa di scrivere per gli altri, per chi legge.

E poi ti trovi a scrivere per te stesso.

Centoquarantaquattro post scritti da me, in realtà per me.

Li leggo, tutti, e  scopro che di me dicono ben poco.

E scopro, che a ventottto anni ancora non mi conosco.

Ci conosciamo, Sir Freddywhiskyfacile?

1 note 

La belle parole

"Scusi, sono foresto…"

È bastata questa frase per far ridere uno sconosciuto.

Uno qualsiasi, di un paesino qualsiasi, senza aver prima pesato le parole.

Foresto.

Non sò da quale libro o film ho assimilato questa parola, non sò neanche come abbia fatto ad uscirmi naturale.

Foresto.

Una di quelle parole che sanno quasi di ricercate, di quelle che se Bi-bisdrucciole fosse ancora iscritta, avrebbe prima o poi tirato fuori.

Una di quelle parole che sanno di libertà.

Essere foresto a casa d’ altri. Senza distacco, senza imbarazzo.

Foresto per tanti motivi. Ci puoi nascere, lo puoi diventare. 

Foresto essere sempre dalla visuale di chi arriva lontano, e ne ha viste tante.

Foresto per dna.

Alessandra

Impegni. Per cose belle, ma impegni.

Reading.

Non ne fai parte, ma ci credi. E li spingi.

Un ep, una traccia sopra a tutte.

Perchè ricorda un pò me.

Di quando mi spostavo, non per lavoro, non per conoscenza.

Ma per non essere tra la partenza e la fine.

http://www.rockit.it/TREDINOTTE/canzone/alessandra/168840

Telegrafi

Che poi è bello,vedervi gelose.

Meno bello ingelosire chi non si vuole, e lasciare indifferente l’ altra parte.

E il vostro Freddywhiskyfacile? No,non è uno che ste cose le capisce al volo!

Però è bella, la gelosia.

Gelose di te, che poco ti conosco ma un pò in testa ti hanno 

Gelose di te, che vedono malizia nei tuoi movimenti.

Gelose di te, che l’ insicurezza intrinseca non le aiuta.

E che quando non scoppia, non è eccessiva, è bella.

Bella come accendere la radio e sentire un messaggio in codice morse.

La sorpresa. Lo stupore. La sensazione di passato in questa cadenza ritmica.

"Ma ancora esiste gente che trasmette così?"

Sì. E voi, con la vostra gelosia, uguale.

Dal passato, uguale uguale fino ad oggi, ci telegrafate così.

Sta a noi, studiare il vostro codice. 

1 note 

cromosomisbagliati:

Arriva un momento in cui senti il bisogno di smettere di aggiungere zucchero al tè, di accettare le cose come stanno e imparare a berlo così com’è, amaro. All’inizio è fastidioso, ti chiedi perchè lo stai facendo, arriva a farti proprio schifo, ma con l’abitudine iniziano ad affiorare sentori di…

Che poi, una che mette lo zucchero nel the, la lascio immediatamente.

Lì, sola, seduta nel suo tavolino a due posti, con due tazze di the fumanti, una bustina di zucchero mezza aperta, i pasticcini ancora intatti.

E il conto, per due persone, da pagare.

18 notes 

Il perchè non scrivo

Smartphone senza touchscreen

Mensole smurate

Quarantenni con i brufoli

Criceti nel letto.

Laureati ovunque

Caldaia in “Faults”

Molle nere in testa

Io, li adoro.

Se un qualcosa mi fa notare una ragazza, son quelli.

I capelli. Neri. Ricci.

Che poi, a pensarci bene, la mia vita ne è costellata.

E si può anche sorvolare su come, anche io, sono una pecora nera fin alle punte dei capelli.

Vi chiedo solo di credermi quando vi dico che tra ricci, c’è sintonia.

E ricordo. E imprinting.

Così, quando ieri mi hai abbracciato così forte che la mia faccia è sprofondata nei tuoi capelli neri ricci, l’ ho riconosciuto.

Quell’ odore. L’ odore dei tuoi capelli.

E non era l’ odore di un balsamo, o di uno shampoo. 

Era, semplicemente, l’ odore dei tuoi capelli.

Rimasto sempre lo stesso, invariato.

Dopo sette anni.

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